Quando il dolore mi assale e mi morde/
e le lacrime ingoiano tutto da ingorde/
Quando non ce la faccio, neppure fin là/
quando tutto è una gara di arbitrarietà/
quando la lotta e il resistere non mi bastano più/
e mi sento superflua e fallita, schiacciata quaggiù/
quando non c’è speranza, neppure piccina/
non ci sono soluzioni né una medicina/
quando son senza un’amica, un conforto, nessuna!/
quando sono lontana e di fiducia digiuna/
quando tutto è nerissimo, amaro e pungente/
e io sono invisibile e la mia ansia crescente/
ecco che forse non devo scappare/
ma restare, aspettare, guardare
e sostare/
E mentre il dolore si fa strada danzando, lontanissimo appare, sbiadito, un appiglio./
Sono due! Sono doppie e non rispondono al mondo che le vuole svelate, chiarite e già pronte./
E’ un istante più lungo del minuto più breve, ma lo percepisco e il mio occhio lo vede.
E lo cullo il dolore, lo sento vicino, lo carezzo e addolcisco il suo odore ferino.
Il tempo di scrivere e’ la porta segreta, la penna sul foglio un nuovo pianeta/
dov’è il pianto e’ stellare sopra il vento ed il mare.
E respiro di nuovo e piano piano mi muovo.








