Mi sono svegliata nel 2019 in un mondo che non conosco più, di cui non ho coordinate, che mi è estraneo totalmente. Sono assolutamente sperduta e mi aggrappo a questo essere sperduta perché non può che essere l’inizio di qualcosa.
Bisogna essere sconfitte prima di assaporare la vittoria, bisogna esspere spente prima di accendersi, bisogna essere autentiche e non accontentarsi della libertà. Bisogna non guadagnare nulla per capire il valore del lavoro. Bisogna essere state sole per capire il valore della relazione.
Sto sperimentando tutta la difficoltà, la durezza, la ferocia, di un lavoro che mi si sbriciola fra le mani. O forse si sbriciola il mio vecchio modo di guardarlo. O forse è troppo grigio fuori della mia finestra e io non sposto l’elefante.
Ieri mi sono sentita avvocata perché una donna ha detto che mi avrebbe pensato in una certa circostanza come tale. Ma la mia parte vecchia si ribella e resiste e dice che non è abbastanza. Mi devo definire e ho paura.
Sento il bisogno di un abbraccio, sempre, e corro il rischio di chiederlo.
